In letteratura, specie nei paesi francofoni, il termine correttiva è usato spesso come sinonimo di incidentale.
Ciò deriva, fin dalla loro prima formulazione, dalle norme AFNOR (Ente Normatore Francese) per la manutenzione, le quali hanno trattato proprio fra gli argomenti iniziali (1984) gli indicatori e la terminologia.
Le norme UNI sulla manutenzione (dal 1990 in poi) hanno ricalcato inizialmente quanto già era stato definito da AFNOR e da CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano), ci riferiamo in particolare alla UNI 9910 (Terminologia sulla Fidatezza e sulla qualità del servizio) e alla successiva UNI 10147 (Terminologia); pertanto l'Italia ha inizialmente utilizzato il termine di correttiva in luogo di manutenzione incidentale (UNI 9910), contrariamente a quanto appariva in letteratura e nel linguaggio corrente da diversi anni.
Nella successiva norma UNI 10147, compare di nuovo il termine di Manutenzione Incidentale indicando come termine accessorio Correttiva, che non scompare dal panorama normativo ma viene quanto meno "adombrato".
Come è riscontrabile in altre schede che riguardano i determinanti della manutenzione, il termine incidentale si contrappone al termine preventiva, per distinguere la manutenzione svolta a componente guasto (o danneggiato o in avaria), dalla manutenzione svolta su un componente operativo, ma del quale si suppone il guasto sia imminente. Detti termini individuano quindi la "politica" di manutenzione.
Il termine Correttiva, invece, riguarda lo "scopo" della manutenzione e quindi si riferisce ad una manutenzione svolta per riportare (secondo una politica incidentale o preventiva) il componente allo stato originario di buon funzionamento (in letteratura questo stato è denominato "stato limite").
Il termine Migliorativa, si contrappone al termine Correttiva, in quanto lo "scopo" in questo caso è di aggiungere al componente maggiori prestazioni (ad esempio riguardo l'affidabilità o la produttività) o nuove funzionalità o ancora per aumentarne la longevità (durabilità).
Poichè la manutenzione Migliorativa si indirizza talvolta ad un miglioramento di affidabilità, essa è spesso annoverata in letteratura fra le Politiche di Manutenzione Preventiva (in quanto evita o ritarda il manifestarsi di uno o più guasti). Questo approccio è comprensibile, ma non è corretto perchè ingenera confusione.
I termini sono "convenzioni", per conseguenza è bene che siano scelti con il minimo livello di ambiguità possibile.
In definitiva quindi Correttiva e Migliorativa identificano due diversi scopi della manutenzione, il primo per riportare allo "stato limite" un componente, il secondo per modificare questo "stato limite".
La Manutenzione è una scienza giovane (è stata formalizzata a partire da una sessantina d'anni fa) ed è anche per questo che ci sono tuttora numerose ambiguità nel definire i vari aspetti che la caratterizzano, quando non utilizzi di termini veramente a sproposito e fuori luogo.