Il tipo di politica adottata in risposta al fabbisogno di manutenzione latente o evidente, è di gran lunga il determinante più importante della manutenzione.
Da esso dipende in massima parte l'economicità dell'insieme che comprende l'oggetto da mantenere, con il suo comportamento al guasto, e gli interventi di manutenzione adottati per fronteggiare detti guasti.
Una politica di manutenzione incidentale, comporta l'attesa del manifestarsi del guasto. Solo a guasto avvenuto viene preparato ed eseguito un intervento di "ripristino" che riporta la prestazione del sistema al livello che aveva prima del manifestarsi del guasto in un suo componente.
Il "ripristino" può poi avvenire in un unica soluzione o in due tempi: in un primo momento viene ripristinata il più velocemente possibile la prestazione del componente guasto in modo che il sistema di cui fa parte sia nuovamente disponibile, senza per questo aver affrontata e risolta la causa che ha scatenato il guasto, in un secondo momento, in genere quando non è richiesta la disponibilità del sistema, si esegue l'intervento risolutivo che normalmente riporta il livello di affidabilità del componente guasto ai valori originari.
La manutenzione incidentale è il comportamento più naturale ed anche il primo che storicamente si manifesta in un sistema sottoposto a manutenzione.
Una politica di manutenzione preventiva, invece, si prefigge l'obiettivo di eseguire un intervento manutentivo di "revisione", "sostituzione" o "riparazione", prima che nel componente si manifesti il guasto.
Il fatto di intervenire "prima" che si manifesti un guasto introduce un elemento di complessità (l'individuazione "a priori" del momento in cui si manifesterà il guasto) che difficilmente può essere risolto prima di aver accumulato una "storia" sui componente facenti parte del sistema mantenuto.
Poi, la prevenzione del guasto trova una leggittimazione solo quando il sistema ha un tasso di guasto costante o decrescente, ossia per quanto detto a proposito della
curva a vasca da bagno, quando si trova nella zona della vita utile, o delle usure generalizzate. Se il sistema è stato installato di recente e si trova ancora in una situazione di tasso di guasto decrescente (zona della cosiddetta mortalità infantile) una politica di prevenzione, non solo peggiorerà il tasso di guasto, ma c'è il rischio che prolunghi il periodo della mortalità infantile introducendo ulteriori "difetti di origine".
Per queste ragioni in un sistema di media complessità e criticità, si inizierà a valutare l'oportunità economica di fare manutenzioni preventive solo dopo qualche anno di esercizio.
Naturalmente se ci sono ragioni accessorie (ad esempio la sicurezza) che inducono alla prevenzione sin dal primo giorno di funzionamento del sistema, la prevenzione sarà realizzata per ragioni di "ordine superiore", e a dispetto di qualsiasi considerazione economica (si prenda ad esempio il caso di un aeromobile, o di un impianto nucleare).
Realizzare un piano o politiche di prevenzione prima di aver accumulato una "storia" di funzionamento, aggiunge un ulteriore livello di complessità (oltre all'esigenza di anticipare il guasto).
Detta complessità può essere risolta usando tecniche di analisi affidabilistica, quali con la previsione o la predizione di affidabilità, gli alberi di guasto o, in assenza di altre informazioni, con l'impiego della metodologia FMECA (Analisi dei Modi di Guasto degli Effetti e della loro Criticità). Queste tecniche prevedono in genere la scoposizione del sistema nei suoi costituenti elementari, fino a che si arriva ad un livello di complessità abbordabile in sede di previsione.
La scelta se utilizzare più manutenzione preventiva o più manutenzione incidentale, è strettamente legata a considerazioni economiche ed è correlata al comportamento al guasto del sistema e dei suoi componenti e dalla domanda di manutenzione per conseguenza generata.
Considerare la manutenzione preventiva in assoluto meglio o peggio della incidentale ha il valore di una chiacchiera da bar ed è priva di qualsiasi fondamento scientifico.