Chiarito il significato di manutenzione preventiva, il problema che si pone dinnanzi è valutare il momento più opportuno per eseguire l'intervento di "revisione", "sostituzione" o "riparazione".
Le diverse opzioni possibili per raggiungere questo obiettivo identificano tre nuove politiche di manutenzione tutte appartenenti all'ambito della preventiva: la preventiva statistica, la preventiva su condizione, la preventiva predittiva (o più semplicemente predittiva), il cui significato è già ben rappresentato dal termine.
Storicamente queste diverse azioni preventive si sono presentate in successione dalla preventiva statistica (la più semplice sul piano operativo) alla predittiva (la più complessa).
Tutte e tre queste politiche sono indirizzate a contrastare fenomeni di usura, dove cioè vi sia una perdita progressiva di resistenza (a causa dell'usura) che porterà ad oltrepassare un livello massimo accettabile di sollecitazione oltre il quale vi è il guasto.
Queste politiche non sono applicabili quando l'origine del guasto è legata a fenomeni di fatica eccezionali, quali ad esempio l'improvviso cambio di direzione di una forza, il cedimento strutturale (per fatica) di una particola del componente (frequente nei componenti elettrici), un evento esterno di origini naturali (terremoto, fulmine, inondazione, ecc.) o artificiali (urto, errata manovra, ecc.).
Preventiva statistica presuppone di stimare la vita di un componente analizzando la sopravvivenza media di componenti simili prima che insorga un guasto (per dare un'idea questo dato può essere assimilato all'MTBF), da cui l'appellativo "statistica".
Se la distribuzione delle sopravvivenze è abbastanza concentrata attorno al valore medio (cioè se la varianza è bassa), è possibile identificare un vita presunta all'interno della quale almeno il 95% della popolazione sia ancora attiva (non ha ancora subito un guasto).
L'azione preventiva si svilupperà una volta esaurita la vita presunta calcolata sulla popolazione di cui sopra, quando sarà predisposto un intervento di sostituzione con il componente ancora in vita.
Sulla base di quanto ipotezzato nell'esempio, solo il 5% dei componenti si guasterà prima della sostituzione, facendo venire meno i vantaggi della prevenzione, il restante 95%, sarà sostituito ancora in vita, senza aver sviluppato alcun guasto.
Appare subito evidente che questa politica presenta alcuni svantaggi intrinseci: la sostituzione del componente ancora in vita non permette di sfruttare per intero la vita fisica del componente con conseguente aggravio di costi, la sostituzione, avvenendo su basi statistiche, non garantisce sempre l'evitamento del guasto, la varianza calcolata analizzando la sopravvivenza media di una popolazione di componenti simili potrebbe essere troppo elevata al punto da impedire la quantificazione economica di una vita presunta.
Alttrettanto evidente che: se il costo del componente è molto basso in relazione al costo dell'intervento di sostituzione e al costo di mancanza, e se la sopravvivenza è molto concentrata su un valore medio, allora gli svantaggi potrebbero essere ridotti al minimo.
Preventiva su condizione, prevede la misura di una o più grandezze generalmente fisiche, le quali possono essere opportunamente monitorate, correlabili direttamente o indirettamente ad un fenomeno di usura del componente. Eseguendo la misura si potrà verificare lo "stato di salute del componente" e/o l'eventuale raggiungimento di un valore di soglia (di minima, di massima o di intervallo) oltre il quale il rischio di guasto diviene molto probabile.
In questo caso, l'azione preventiva si svilupperà quando, superata la soglia di cui sopra, verrà predisposto un intervento di sostituzione del componente ancora in vita.
Questa politica, rispetto alla precedente, ha il vantaggio di considerare, attraverso una misura, lo stato reale di "salute" del singolo componente indipendentemente da quanto possa essere distribuita la sopravvivenza di una popolazione di componenti simili, non sarà necessario quindi stimare una vita presunta.
Ciò lascia inalterato il problema di non sfruttare per intero la vita del componente, ma elimina quell'indeterminazione nel calcolo della vita presunta, che non può tenere conto delle condizioni di funzionamento e di eventuali sovrasollecitazioni non previste, e che invece vanno a "peggiorare" lo stato di salute del componente.
La preventiva su condizione permette quindi di intervenire sempre "al limite" della vita utile del componente tenendo conto anche delle variabili ambientali.
Preventiva Predittiva, o semplicemente predittiva, prevede il calcolo della vita residua del componente attraverso la valutazione di trend inerenti una o più misure non molto diverse da quelle citate a proposito della Preventiva su condizione. Per questo motivo non è infrequente anche in letteratura vedere queste due diverse politiche confuse fra loro o assimilate ad un'unica azione manutentiva.
Con la Predittiva l'azione preventiva si svilupperà quando la vita residua del componente scenderà sotto una soglia di sicurezza prefissata, e conseguentemente verrà predisposto un intervento di sostituzione del componente ancora in vita.
Anche in questo caso, come nei precedenti, la vita del componente non viene sfruttata per intero (è infatti sostituito ancora in vita). La stima della vita residua permette di pianificare meglio rispetto ai casi precedenti il momento più opportuno per la sostituzione.
Lo svantaggio maggiore della predittiva risiede nella notevole quantità di dati necessari ad effettuare una stima attendibile della vita residua, ciò richiede spesso per non dire pregiudizialmente un monitoraggio continuo delle variabili misurate ed un'ottima conoscenza dei meccanismi di guasto del componente. Per tali motivi la predittiva è applicabile su un numero veramente ridotto di componenti e in condizioni di estrema gravità e severità di esercizio (aeromobile, centrale nucleare, industria aerospaziale).
Come si diceva a proposito del dilemma fra Preventiva e Incidentale, fra le tre politiche ora esaminate non vi è una soluzione "ottimale".
Per amore della cronaca, però, è necessario osservare che, in particolare nell'industria, la politica più affermata è oggi la manutenzione secondo condizione.